Curva Sud dei tifosi della Roma allo Stadio Olimpico piena di bandiere giallorosse

La casa dei romanisti

Il sito dei tifosi della Roma: voti, pronostici e analisi dopo ogni partita.

1999-2015

Il pollice, la telecamera, il selfie: le esultanze di Francesco Totti sotto la Sud

Le esultanze del capitano

Sessantaquattresimo minuto del derby dell'11 gennaio 2015. Francesco Totti pareggia al volo sotto la Sud, corre da Guido Nanni, il preparatore dei portieri, prende il telefono che gli aveva consegnato prima della partita, si gira di spalle e scatta: lui davanti, dietro tutta la Curva. Ha trentotto anni, è il suo quarantesimo derby, e quell'esultanza la preparava da settimane. Ogni grande attaccante ha i suoi gol. Totti ha avuto anche un vocabolario: lui che parlava poco, davanti alla porta aveva sempre qualcosa da dire, e lo diceva con le mani, con una maglietta, una volta con un obiettivo.

Il pollice

Il segno più semplice è stato anche il più frainteso. Il dito in bocca dopo il gol lo hanno visto tutti, e quasi tutti ci hanno letto una dedica ai figli, o uno scherzo sul soprannome, Er Pupone.

La spiegazione è arrivata da lui, nel 2017, su Facebook. Il gesto era per Ilary Blasi, che si mette il dito in bocca quando si concentra, e lei stessa l'aveva già raccontato anni prima. Il segno più famoso del capitano era una cosa di casa, e uno stadio intero l'ha fatto suo per anni senza conoscerne il segreto.

Le magliette

L'11 aprile 1999 il derby vale tantissimo. Totti ha ventidue anni, serve due assist a Delvecchio e al 90' chiude il 3-1 con il suo gol. Poi solleva la maglia, e sotto ce n'è un'altra, con una scritta entrata nel folklore della città e nota ancora oggi anche a chi quel giorno non era nato. All'andata, il 29 novembre, era finita 3-3, e il gol del pareggio lo aveva segnato lui. Due derby, due gol, una stagione da protagonista assoluto.

Il 10 marzo 2002, nel 5-1, dopo un cucchiaio mostra un'altra scritta, 6 unica. Per anni è stata letta come una dedica d'amore, poi nell'ottobre 2025, parlando con Luca Toni per Prime Video, lui ha legato quel messaggio alla Curva. Il 13 marzo 2011, doppietta nel 2-0, torna una maglia con una scritta simile, 6 sempre unica. Il capitano scrive, la sua gente legge.

La telecamera e il telefono

Il 21 aprile 2004, in un derby, Totti pareggia su rigore, scavalca la barriera, prende la telecamera a un operatore e la gira verso i suoi. Il capitano si fa regista, e la Curva si vede con i suoi occhi.

Undici anni dopo, quel gesto trova la sua forma definitiva. La Lazio chiude il primo tempo sul 2-0 e sembra tutto deciso, piano compreso. Dopo tre minuti della ripresa Totti accorcia su cross di Strootman. Al 64' arriva il pareggio al volo, sotto la Sud, ed è il momento del telefono. Con quei due gol Totti diventa il miglior marcatore di sempre del derby in campionato.

Vent'anni di esultanze, e l'ultima parola di quel vocabolario è la più bella. Nel momento più grande, un uomo di trentotto anni si gira di spalle alla sua gente per averla tutta dietro di sé, nella stessa inquadratura. Di tutti i suoi messaggi, è il solo che non ha mai avuto bisogno di una spiegazione: il capitano e la sua Curva, nella stessa foto, una cosa sola.

Il prossimo raccontoTotti, Montella, Batistuta: il 17 giugno 2001 la Roma è campione d'Italia

Tutta la nostra storia

Fonti: Sky Sport, Totti e i derby · Sky Sport, gol ed esultanze · Blitz Quotidiano, derby story · Blitz Quotidiano, il dito in bocca · 90min · Open · Libero Magazine · theScore · AS Roma · The Guardian via inkl