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2001-2019

Daniele De Rossi, Capitan Futuro da Ostia alla notte del Barcellona

Capitan Futuro, 2001-2019

10 aprile 2018, la Roma contro il Barcellona. Cinquantottesimo minuto. Sul dischetto c'è il capitano. Daniele De Rossi calcia e segna: 2-0. È uno dei gol della rimonta che porta la Roma in semifinale di Champions League. La fascia era passata a lui l'anno prima. Il futuro, alla fine, era arrivato in tempo.

Il soprannome, Capitan Futuro, gli era stato cucito addosso dai tifosi e dalla stampa quando era poco più che un ragazzo. Era un elogio e un'attesa insieme, perché davanti aveva l'unico capitano di Roma che non si poteva immaginare sostituito. Lui aspettò, e intanto diventò indispensabile.

Da Ostia a Trigoria

Era nato il 24 luglio 1983 e crebbe a Ostia, figlio di Alberto, ex calciatore che avrebbe poi allenato per anni la Primavera della Roma. Giocava attaccante nell'Ostiamare, e a diciassette anni passò alle giovanili giallorosse, dove lo arretrarono fino a farne il mediano che tutti conosciamo. Il 30 ottobre 2001 Fabio Capello lo mandò in campo all'Olimpico in Champions League contro l'Anderlecht, al posto di Tomic. Diciotto anni. In Serie A arrivò il 25 gennaio 2003, contro il Como. Le grandi storie cominciano spesso così, in silenzio.

Da quel momento la Roma non ha più fatto a meno di lui per diciotto anni. In mezzo al campo diventò la coscienza della squadra: correva, contrastava, impostava, e si prendeva le responsabilità che altri lasciavano in giro. Vinse due Coppe Italia, nel 2007 e nel 2008, e la Supercoppa italiana del 2007.

Berlino e la fascia

Il 9 luglio 2006, a Berlino, nella finale del Mondiale, entrò al posto di Totti. Si arrivò ai rigori contro la Francia, e il terzo dei nostri lo calciò lui. Gol. L'Italia fu campione del mondo, e un ragazzo di Ostia era lì, sul dischetto, a scrivere la sua riga in quella notte. In azzurro chiuse con 117 presenze e 21 gol.

Quando nel 2017 Totti smise, la fascia passò finalmente a lui, a trentaquattro anni. La portò un paio di stagioni, abbastanza per la notte del Barcellona e per prendersi per sempre un posto nella storia del club.

Il 26 maggio 2019, a una decina di minuti dalla fine di Roma-Parma, Claudio Ranieri lo richiamò in panchina per mandare in campo Under. Fu il modo di dare all'Olimpico il tempo di alzarsi in piedi per lui. De Rossi uscì in lacrime, abbracciò compagni e avversari, e poi trovò Francesco Totti, nel cui abbraccio rimase a lungo. In giallorosso aveva messo insieme 616 presenze e 63 gol. Passò la fascia a Florenzi e chiuse la carriera al Boca Juniors, in Argentina, dove si ritirò il 6 gennaio 2020.

Tornare a casa

Il 16 gennaio 2024 tornò a Roma, questa volta in panchina, al posto di Mourinho. Capitan Futuro era diventato l'allenatore della sua squadra. Oggi guida il Genoa.

Ma la scena più bella si svolge altrove. All'inizio del 2025 ha comprato l'Ostiamare, il club dei suoi primi passi, in difficoltà economiche e in Serie D. Nell'aprile del 2026 la squadra è salita in Serie C dopo trentacinque anni, e lui, in un'intervista televisiva da allenatore del Genoa, si è commosso in diretta. In agosto ha nominato presidente suo padre.

Tutti lo avevano chiamato futuro. Lui ha mantenuto la promessa con la Roma, e poi ha regalato un futuro anche al posto da cui era partito.

Il prossimo racconto28 maggio 2017, Roma-Genoa 3-2: l'ultimo giorno del Capitano

Tutta la nostra storia

Fonti: AS Roma, l'esordio del 2001 · Corriere dello Sport, Daniele De Rossi · Panorama, la carriera · Goal, 18 anni di Roma · AGI, Capitan Futuro · Calcio e Finanza, l'annuncio del 2019 · Il Post, Roma-Parma · LaPresse, Roma-Parma · Goal, l'ultima partita · Sky Sports, De Rossi al Boca · Calciomercato, l'esonero · Corriere dello Sport, l'Ostiamare in Serie C · Corriere dello Sport, Alberto De Rossi presidente · Soccerway, De Rossi e l'Ostiamare · beIN Sports, Ostiamare